1449: un condottiero del Rinascimento italiano conquista con lastuzia una piazzaforte della Lombardia. Allapparenza, un fatto storico abbastanza comune e piuttosto lontano nel tempo; ma ciò che a prima vista sembrerebbe banale e remoto può rivelare aspetti interessanti ed inaspettati, dai quali scaturisce un racconto dalla trama complessa e coinvolgente.
È anche questo il proposito delliniziativa Pizzighettone 1449: intrigo al castello, che nelle serate di domenica 30 Ottobre 2011 racconterà al pubblico la conquista sforzesca del castello di Pizzighettone (Cremona): una visita guidata serale entro le antiche mura del borgo sul fiume Adda, illuminate per loccasione con fiaccole e lanterne.
Unambientazione davvero suggestiva che Davide Tansini illustrerà in alcuni particolari architettonici (la cerchia muraria, Porta Cremona, il Rivellino, la Torre del Guado), ed in cui rievocherà questa affascinante vicenda del Rinascimento lombardo, fatta di guerre, intrighi, denaro e tradimenti.
Gli scenarî in cui si svilupperà la trama del racconto pizzighettonese sono le contese militari fra i varî potentati dellItalia settentrionale alla metà del Quattrocento, iniziate anzi, ingranditesi dopo la scomparsa del Duca di Milano Filippo Maria Visconti, morto senza eredi diretti nel 1447.
Tre i personaggî principali della vicenda, ed il più famoso è certamente Francesco Sforza Visconti: figlio illegittimo di un condottiero romagnolo e capitàno egli stesso, che una sorprendente ed abilissima carriera porterà a diventare Duca di Milano. Ma nel 1449 è soltanto Conte di Cremona: otto anni prima ha sposato Bianca Maria Visconti, figlia legittimata del Duca Filippo Maria, la quale gli ha portato in dote Cremona stessa ed il privilegio di apporre il prestigioso cognome visconteo accanto al proprio, nonché un valido piazzamento per la successione al suocero.
Il secondo protagonista è il castello. Nel XV secolo Pizzighettone è considerata una località strategica, centro fortificato sulle due sponde del fiume Adda, in grado di controllare i transiti fra Cremona, Crema, Lodi, Pavia e Piacenza. Vi si trovano un ponte sul fiume, una rocchetta presso lodierna borgata Gera, una cerchia muraria ed appunto un castello, che è posto sulla sponda orientale dellAdda e che è governato da un castellano.
Proprio questo personaggio sarà il terzo attore: Antonio Crivelli, che a Pizzighettone è giunto sin dal 1437, nominato castellano dallallora Duca Filippo Maria. Appartiene ad una famiglia della nobiltà milanese che da anni presta servizio presso i signori viscontei e che si è specializzata nelle castellanie: ad Antonio è toccata quella pizzighettonese, peraltro in un momento critico, perché dal 1423 il Ducato di Milano è impegnato contro varie potenze Venezia su tutte in una lunga guerra che coinvolge anche la fortezza riverasca, ambita da molti.
La narrazione di Pizzighettone 1449: intrigo al castello basata su accurate e scrupolose ricerche documentarie condotte da Tansini stesso riguarderà anche i molti altri personaggî che nella Lombardia di metà Quattrocento tentano di affermare o di mantenere il proprio ruolo: in particolare, gli antagonisti déi tre interpreti principali.
Anzitutto, lAurea Repubblica Ambrosiana, il regime che si è costituito a Milano sùbito dopo la morte di Filippo Maria Visconti. Del Duca ha ereditato parte déi dominî: fra questi Pizzighettone, ove ha mantenuto come castellano proprio Antonio Crivelli, seppur tra reciproci sospetti. Poi, la Serenissima Repubblica di San Marco, il contendente veneziano che cerca in ogni modo di estendere il suo territorio in Lombardia: anche creando e rompendo alleanze con Francesco Sforza Visconti, alleato-concorrente tanto infido quanto la Repubblica lo è néi confronti del condottiero stesso. Infine, i fratelli Francesco e Jacopo Piccinino, capitani di ventura al servizio prima di Filippo Maria e poi della Repubblica Ambrosiana: più che avversarî, sono nemici irriducibili di Francesco Sforza Visconti, contro cui il futuro Duca di Milano si scontrerà per quasi tutta la vita.
Destreggiandosi tra sotterfugî, inganni, trattative e colpi di scena Francesco Sforza Visconti riesce con abilità e fortuna a portare dalla propria parte il castellano di Pizzighettone, ed il 28 Agosto 1449 si impadronisce finalmente della piazzaforte riverasca.
Con la conquista del caposaldo sullAdda le sòrti della Lombardia si avviano con decisione verso una nuova epoca storica, e per i tre protagonisti della vicenda si aprono nuovi scenarî: per Francesco Sforza Visconti Milano, il Ducato ed il potere tanto ambìto; per il castellano Antonio Crivelli ricchezze ed onori; per Pizzighettone un nuovo capitolo della sua lunga ed affascinante storia.
In bilico fra documentario e spy story, il racconto sviluppato da Davide Tansini non si limiterà alla sola enumerazione dei fatti od ai dettaglî biografici, né sarà una semplice visita guidata néi luoghi e negli edificî in cui si svolse la vicenda: invece, sarà loccasione per un discorso ben più ampio e complesso ma proprio per questo interessante e coinvolgente su un intero periodo storico e sulleredità che ha lasciato: società, economia, usi, arti, tradizioni, curiosità, a Pizzighettone e non soltanto.
Ci saranno le vicende politiche, con il loro immancabile séguito di speranze e delusioni; le personalità più in vista dellepoca, veri e proprî vip fra Medioevo e Rinascimento; le questioni maggiormente sentite e dibattute, come le tasse tema sempre dattualità ed i timori per un futuro incerto. Difficile non ritrovare anche nellattuale vita quotidiana punti di contatto con questo passato solo in apparenza lontano.
Insomma, Pizzighettone 1449: intrigo al castello sarà una duplice occasione: una suggestiva visita guidata serale al lume di fiaccole e lanterne, ed uno spunto per conoscere e rivivere la storia.
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