Ci sono personaggî che riescono a rappresentare molto bene un intero periodo storico: personaggî particolari, che per qualità, posizione o grado hanno potuto non soltanto governare od assistere a fatti ed epoche del passato, ma anche lasciare tracce di loro stessi e del loro operato. In questo caso, una categoria di persone legata agli emblemi stessi della storia: i castelli.
Storie di castellani, per lappunto, sarà il titolo della narrazione storica che lunedì 26 Dicembre 2011, venerdì 6 e domenica 8 Gennaio 2012 farà scoprire gli antichi comandanti déi castelli: personaggî, episodî, situazioni poco conosciuti ma alquanto interessanti, e soprattutto rappresentativi delle continuità (maanche discontinuità) che legano il passato con la realtà attuale.
Litinerario si svolge nelle mura di Pizzighettone, cittadina della provincia di Cremona che fra Medioevo ed Età Moderna fu unimportante piazzaforte della Lombardia, pósta a controllo delle strade fra il capoluogo cremonese e Crema, Lodi, Milano, Pavia, Piacenza. Mura illuminate per loccasione con fiaccole e lanterne, e riscaldate dagli stessi camini utilizzàti secoli fa.
In questo affascinante scenario sarà lo storico Davide Tansini (con il suo stile preciso, affabile e colloquiale) a rievocare una storia fatta di guerre, passaggî di truppe, assedî, saccheggî, come ci si attende pensando ad un castello ed a coloro che per qualche ragione vi erano legàti.
Vicende militari, ma non soltanto. Tansini studia da anni i castelli e le storie che li riguardano: come accade sempre nelle sue attività divulgative, anche in questa narrazione saranno i frutti di ricerche personali a tratteggiare i molti aspetti riguardanti i castellani, cioè coloro che erano a capo déi castelli stessi.
Ufficiali al servizio del signore (conte, duca, re od imperatore che fósse), incaricàti di sorvegliare e difendere in suo nome la fortezza; emissarî del potere centrale, con il cómpito di osservare e riferire ciò che accadeva nel territorio; agenti (quasi) segreti, impegnàti in azioni di spionaggio e controspionaggio; carcerieri di prigionieri politici, segregàti più o meno secondo la legge.
Da queste poche battute si comprende perché la narrazione riguarderà anche «politica, intrighi, segreti», e perché i documenti sui castellani saranno così preziosi. Dispaccî, lettere, rescritti, biglietti, patenti, capitolàti, missive, che Tansini stesso presenterà e commenterà attraverso i pezzi più significativi. Una messe di informazioni vasta, dettagliata e multiforme arrivata o partita dalle scrivanie dei castellani, riguardante la società nelle sue moltissime sfaccettature, per un lungo periodo che va dal XIV al XVIII secolo.
Politica e lavoro, amore, crisi economiche, tasse, speranze, corruzione: in Storie di castellani ci saranno i tanti aspetti che ondeggiano fra i momenti tramandàti néi libri di storia ed una quotidianità che si ritrova ancór oggi, e che va dallambiente alleconomia, dallarte alla finanza, dalla fiscalità alla religione.
E umanità, soprattutto. A cominciare da quella déi castellani stessi: contrastata, con forti luci ed ombre profonde, quasi contraddittoria eppure stupefacente nella sua rappresentatività. Forti e determinàti, oppure arguti e calcolatori, meschini e paurosi così come spregiudicàti opportunisti, ligî al dovere ma anche di animo generoso, relegàti ai margini o capaci di fare la storia.
Nel racconto di Tansini tante saranno le situazioni intriganti, salaci o semplicemente curiose: ci sarà Pietraccio da Alzate, il castellano usuraio indaffarato a prestar denaro in combutta con i proprî famigliari; Antonio Crivelli, che mercanteggia la consegna del castello al condottiero Francesco Sforza Visconti e fa laffare della vita; Raffaele Calco, intenzionato a salvare un ragazzo lodigiano condannato al rogo; Gerolamo Cadapesaro, spettatore di uno scandalo sessuale che scoppia a Pizzighettone e che coinvolge i vertici politici di Milano, Francia e Venezia; Felipe de Eleyzalde, uomo per tutte le stagioni, due volte castellano fra Spagna ed Austria.
Davide Tansini condurrà gli spettatori nel fitto ma spettacolare intreccio di vicende personali e collettive da cui scaturisce il più profondo ed attuale significato di Storie di castellani, che va oltre un pur suggestivo tuffo nel passato: nel córso déi secoli alcune cose cambiano, altre invece rimangono uguali; se la storia può insegnare qualcosa, è proprio capire il presente attraverso le vicende del passato. E, forse, le storie déi castellani di Pizzighettone possono aiutare a farlo.
|