Storia, architettura, arte, curiosità: sono le parole-chiave della visita guidata organizzata mertedì 1 Maggio 2012 a Pizzighettone (Cremona), cittadina della bassa Lombardia affacciata sul fiume Adda, tra Cremonese e Lodigiano.
Al centro delliniziativa vi saranno le antiche mura del centro storico pizzighettonese, sulla sponda Est dellAdda: fortificazioni nate in pieno Medioevo, nel XII secolo, come caposaldo difensivo del Comune di Cremona, e mantenute in attività ben oltre lUnità dItalia, fino al 1866.
La lunga vita della piazzaforte pizzighettonese fu dovuta alla sua posizione strategica: collocata a poca distanza dal fiume Po, fra Cremona, Piacenza, Pavia, Milano, Lodi e Crema, Pizzighettone fu dotata fra XIV e XV secolo di un possente ed articolato sistema di fortificazioni, successivamente modificato ed ampliato fino a trasformare il borgo in una città da guerra.
La visita condurrà a scoprire le origini di questantica roccaforte lombarda, voluta dal casato visconteo: in particolare, da Bernabò e da suo nipote Filippo Maria Visconti, che nel tardo Medioevo fecero impostare la cerchia muraria, poi divenuta parte del sistema difensivo prima del Ducato e successivamente dello Stato di Milano.
Fra le strutture fortilizie che rendono assai particolare il borgo lombardo vi sono per lappunto le mura (ancór oggi quasi intatte, tuttattorno al centro storico), i resti del Castello (eretto proprio da Bernabò Visconti), il Rivellino di Porta Cremona (fatto innalzare da Filippo Maria, ultimo visconteo a reggere il Ducato di Milano).
La visita organizzata dal Gruppo Volontari Mura (GVM) di Pizzighettone e condotta dallo storico Davide Tansini consentirà di accedere a gran parte delle antiche fortificazioni pizzighettonesi, normalmente chiuse al pubblico: Porta Cremona (XV-XVI secolo), le Casematte (XVIII secolo), la Torre del Guado (XIV-XV secolo) e lex Carcere (XVIII-XX secolo).
Il percorso permetterà inoltre di conoscere vicende, tecniche, personaggî che fra Medioevo, Rinascimento ed Età Moderna costituirono il tessuto vivo della città da guerra: per esempio, la provenienza e le condizioni di vita delle guarnigioni stanziate a Pizzighettone dai casati imperiali degli Asburgo, fra Cinquecento e Settecento; gli accorgimenti architettonici del Rivellino rinascimentale di Porta Cremona, studiàti fra Quattrocento e Cinquecento; le vicissitudini del re di Francia Francesco I di Valois-Angoulême, prigioniero nel Castello pizzighettonese fra linverno e la primavera del 1525.
Ed ancóra economia, società, archeologia, cucina, curiosità: insomma, tutto ciò che rende oggi le mura con la loro storia e le loro architetture non soltanto un interessante monumento, ma soprattutto un significativo patrimonio culturale della Lombardia e della Valpadana.
La partecipazione è a numero chiuso (massimo 30 persone per gruppo): è quindi consigliata la prenotazione.
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