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Campi di battaglia e fortificazioni nel Risorgimento

Milano – 15 Febbraio 2011




Che cosa: storia ed architettura del Risorgimento.
Dove: Milano (Italia).
Come: conferenza.
Quando: 15 Febbraio 2011.
Informazioni: telefono (+39) 02 33104118, cellulare (+39) 338 8323187; e-mail castellilombardia@fastwebmail.it, Web www.castit.it.


Berceto (Parma, Italia). Fortino di Maria Luisa. 2010

Berceto (Parma, Italia).
Fortino di Maria Luisa.
Fronte Sud-Est.
2010.
Archiviazione digitale (2010-03027).


Le fortificazioni – che lo si consideri o no – sono parte integrante del vissuto umano. Difesa, controllo, sicurezza, ma anche economia, potere, scienza rappresentano le parole-chiave di ogni insediamento fortificato, così come di ogni periodo storico: non soltanto le epoche antiche, ma anche quelle recenti, su cui la realtà contemporanea si fonda più da vicino.

Per il 2011 – in occasione del 150o anniversario dell’Unità d’Italia – la Sezione Lombardia dell’«Istituto Italiano dei Castelli» ha dedicato il consueto ciclo delle Conferenze Invernali presso il Palazzo delle Stelline in Milano al tema Campi di battaglia e fortificazioni nel Risorgimento.

Insieme ad altri cinque contributi previsti tra Febbraio e Marzo (con la partecipazione di Flavio Conti, Luciano Roncai, Marino Viganò, Giusi Villari) il 15 Febbraio è toccato allo storico Davide Tansini intervenire con Le fortificazioni ottocentesche dell’area padano-appenninica.

Tansini si è occupato delle strutture fortilizie erette o sostanzialmente modificate nel cinquantennio centrale del XIX secolo néi territorî déi cosiddetti Ducati Padani (Guastalla, Massa e Carrara, Modena e Reggio, Parma e Piacenza), cioè fra Emilia e Toscana, con alcune puntate in Liguria e Lombardia.

Una zona, questa, coinvolta solo marginalmente da battaglie eclatanti o grandi cantieri fortificatorî durante il periodo risorgimentale: una «storia minore» – si potrebbe affermare in maniera superficiale e sbrigativa – ma non per questo priva di significato e di interesse.

Tansini è solito trarre spunti e riflessioni dagli aspetti meno consideràti e conosciuti, e nella conferenza milanese ha preso le mosse proprio da questa peculiarità per condurre il pubblico ad una maggiore conoscenza – se non proprio scoperta – di strutture fortilizie legate non soltanto alle realtà locali, ma anche a più vasti fenomeni storici e politici del Risorgimento.

Vasto, infatti, è il ‘panorama’ in cui tutto ciò si inserisce: sia geografico, che copre nove province (Cremona, La Spezia, Lodi, Mantova, Massa e Carrara, Modena, Parma, Piacenza e Reggio Emilia), sia storico, architettonico, politico e militare, in cui trovarono applicazione – in fasi diverse – interventi fortificatorî asburgici, borbonici, estensi, sabaudi ed infine italiani.

Interventi di ricostruzione, modifica o costruzione ex novo realizzàti direttamente dal casato degli Asburgo d’Austria (forti Magnaguti, Rocchetta e Bocca di Ganda a Borgoforte, Forte Noyon a Motteggiana, campo trincerato, Cittadella Farnesiana e Torrioni di Piacenza, bastioni di Pizzighettone); da quello degli Asburgo-Borbone di Parma (Fortino di Berceto); da quello degli Asburgo-Este di Modena (forti del Bernino e della Chiusa ad Aulla, Torri Massimiliane di Brescello, Fortino della Sparavalle a Busana, forte Maria Beatrice a Carrara, forti San Francesco e Speranza a Massa, Dongione di Modena, Bastione di San Marco a Reggio nell’Emilia); infine, dall’esercito italiano (Arsenale e fortificazioni della Spezia, forti e batterie a Lerici, Forte di San Pietro a Maleo, campo trincerato di Piacenza, campo trincerato e Forte delle Filicaie di Pizzighettone, forti e batterie a Porto Venere, testa di ponte di San Rocco al Porto).

Accanto e legato alle opere fortificate, Tansini ha proposto un excursus sui personaggî e sulle vicende che contribuirono a tutto ciò: Napoleone Bonaparte (con i suoi progetti fortificatorî alla Spezia, Pizzighettone e Porto Venere), i Moti di Piacenza del 1848, le Guerre d’Indipendenza (1848, 1849, 1859 e 1866), Camillo Benso di Cavour, Domenico Chiodo, Giuseppe Garibaldi, Vittorio Emanuele II di Savoia.

Senza dimenticare coloro che – più o meno noti, come Francesco Giuseppe d’Asburgo, Francesco IV d’Asburgo-Este, Maria Luisa d’Austria, Carlo Birago, Josef Radetzky – sostennero parti contrarie a ciò che sarebbe poi divenuto il Regno d’Italia. Questa differente prospettiva è un altro tema particolarmente caro a Tansini: considerare e comprendere le ragioni e le azioni di chi si trovò dalla parte opposta rispetto ai ‘vincitori’, al di là della consueta interpretazione storiografica.

Le fortificazioni ottocentesche dell’area padano-appenninica hanno dunque offerto la possibilità agli interessàti di conoscere e di approfondire una porzione di storia italiana attraverso alcuni monumenti e vicende in gran parte ancóra da scoprire e valorizzare.


Piacenza (Italia). Torrione di Porta Fodesta. Fronte Sud. 2009

Piacenza (Italia).
Torrione di Porta Fodesta.
Fronte Sud.
2009.
Archiviazione digitale (2009-02041).


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Campi di battaglia e fortificazioni nel Risorgimento

Campi di battaglia e fortificazioni nel Risorgimento.
Conferenze.
2011.
Invito.


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  • cellulare (+39) 349 2203693;

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